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Diritto all’oblio: tutela della memoria storica di un giornale e dell’interesse collettivo

Se un quotidiano raccoglie nel proprio archivio notizie di interesse per la collettività, il diritto all’oblio colpisce in forma attenuata una memoria definita come “degna di tutela”. Perciò l’editore non deve cancellare i contenuti, ma solo deindicizzarli affinché non vengano pescati dai motori di ricerca comuni.

In questo modo la Corte di Cassazione (sentenza n. 7559) respinge il ricorso presentato dai parenti di un noto imprenditore italiano; alla base la richiesta di rimuovere un particolare articolo dall’archivio digitale di un giornale.

La soluzione espressa dalla Corte bilancia gli interessi in gioco: da una parte la tutela della reputazione, dall’altro quella della memoria storica di un quotidiano. Obbligo dell’editore, quindi, è quello di limitare la consultazione dei contenuti al proprio archivio storico, togliendo la possibilità di farlo tramite i comuni motori di ricerca. Inoltre, se i dati personali contenuti nella notizia riguardano un’attività economica rilevante a livello nazionale, si tutelano dati ritenuti utili all’interesse collettivo.

In tal senso trova applicazione il Regolamento UE 2016/679, il quale riporta che il diritto all’oblio trova applicazione in forma “ridotta” nei casi riguardanti le archiviazioni di interesse storico, come può essere la memoria di un giornale.

Fonte
eur-lex.europa.eu
Il Sole 24 Ore
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