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Caso Weinstein: secondo gli psicologi americani, dipendenza da sesso non esiste

Sembrano non esserci scuse per Harvey Weinstein e gli altri “molestatori” i cui casi stanno riempiendo le pagine dei giornali in queste ultime settimane.
Stando alle dichiarazioni rilasciate da diversi psicologi americani, infatti, pare che la sindrome da “dipendenza da sesso”, usata molto spesso per in qualche modo scusare una molestia, non esista. Basti il fatto che non apparirebbe nemmeno nel Manuale dei disturbi mentali, continuamente aggiornato e ritenuto dai professionisti del settore una sorta di Bibbia.
«Non so quanto sia diventato un disturbo psichico essere un misogino, egoista, senza scrupoli,» non si risparmia lo psicologo David J. Ley, autore del volume The Myth of Sex Addiction. «È un concetto usato solo per spiegare comportamenti sessuali irresponsabili e impulsivi di uomini potenti e ricchi». Dello stesso parere è Dawn Michael, psicologo di Tower Oak in California: «L’abuso sulle donne da parte di molti uomini di potere come Weinstein ha poco a che fare con il sesso. Parlando di ‘dipendenza’ come se fosse un disturbo mentale si cancella la loro responsabilità per comportamenti sbagliati».
Tesi sostenuta anche da alcuni terapisti della parte opposta, che quindi ammettono la possibile esistenza di un disordine legato al sesso. È il caso di John Giugliano, portavoce dell’Associazione Usa per l’avanzamento della salute sessuale’, il quale sostiene che in alcuni casi si può sì parlare di sessualità senza controllo, ma che «Weinstein potrebbe essere semplicemente un molestatore».
Una ulteriore considerazione riguarda le cliniche che si occuperebbero della riabilitazione dei personaggi famosi affetti da sindromi “simili”. Aggiunge il professor Ley: «Dopo 40 anni in cui si parla di questi trattamenti non esiste alcuna prova che funzionino. È un’industria di cliniche che si fa pubblicità con gli scandali sessuali delle celebrità».
Tutto ciò, che effetti potrebbe portare nel nostro Paese? Anche considerato i termini di riflessione presenti nel nostro precedente articolo.
 

Fonte: Ansa.it
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Redazione interna sito web giuridica.net

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