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Caso Gregoretti: Salvini andrà a processo? Non è detto

«C’è un giudice per Salvini», «Salvini sarà processato», «Il Senato: Salvini va a processo», «Processo per Salvini, vince il sì», «Il Senato manda Salvini a processo».

Questi, e molti altri, i titoli presenti oggi sulle prime pagine dei quotidiani. La notizia, ormai, la si conosce: con il voto di ieri, il Senato ha deciso che l’ex ministro Salvini potrà essere processato per le accuse che gli vengono imputate sul blocco in mare della nave Gregoretti.

Ciò che non risulta chiaro dalla maggior parte dei titoli veicolati dai media, è cosa deve succedere in seguito all’autorizzazione appena votata. Stando a quanto passa dai media, infatti, è come se l’ex ministro fosse già sotto processo presso il Tribunale di Catania. Peccato solo che la realtà dei fatti sia un po’ più complessa.

L’ex-ministro non andrà a processo, non subito almeno. Il voto di ieri è stato solo un’autorizzazione affinché il Tribunale dei ministri trasmetta tutti gli atti al Tribunale ordinario di Catania. In seguito, come ha sottolineato Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, «la procura di Catania dovrebbe quindi riproporre il capo d’imputazione formulato contro Salvini dal tribunale dei ministri e sottoporlo al giudice dell’udienza preliminare, che dovrà decidere sul rinvio a giudizio. Con una particolarità, che diventerebbe l’ennesimo paradosso di questa storia: la Procura etnea s’era già pronunciata per l’archiviazione del caso Gregoretti ritenendo (a differenza del caso Diciotti) che non esistano gli estremi del sequestro di persona».

In sintesi, la procura di Catania dovrà sottoporre l’accusa al Tribunale di Catania, il quale deciderà o no se rinviare a giudizio l’ex ministro Salvini.

Il punto della questione, quindi, è uno solo: perché usare dei titoli fuorvianti atti solo a creare confusione nel lettore? Due motivi: primo, bisogna vendere; secondo, i fatti sono troppo complessi per trovare un’esauriente spiegazione in poche parole. Tutto vero, ma almeno si eviti di trasmettere una notizia di per sé errata.

Il caso

L’antefatto risale all’agosto 2019. La Gregoretti, nave militare italiana, soccorre in mare 116 persone e, pur inadatta a ospitare a bordo un tale numero di persone, rimane per giorni fuori dal porto di Augusta (Siracusa). Per l’allora ministro dell’interno, il trattenimento in mare era solo un modo per spingere gli altri Paesi europei a decidere per una ripartizione equa dei migranti; secondo il tribunale dei ministri di Catania, invece, si è trattato di sequestro di persona.
Per un maggior approfondimento della vicenda, rimandiamo a questo articolo de Il Post.

Fonti:
Corriere della Sera
Il Post

Foto:
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