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Sea-Watch 3: il GIP di Agrigento non convalida l’arresto per Carola Rackete

Se c’è un tema su cui è inutile fare una sorta di riepilogo, questo è proprio il caso riguardante la nave Sea-Watch 3 e la “Capitana” Carola Rackete.

Notizia di ieri sera è che il GIP di Agrigento Alessandra Vella non ha confermato l’arresto ai domiciliari ai danni della Rackete, escludendo così il reato di resistenza a pubblico ufficiale e violenza a nave da guerra. La motivazione è quella di aver compiuto un preciso dovere, ovvero quello di salvare delle vite umane in mare; la scelta del porto di Lampedusa, poi, non è stata affatto strumentale, continua il Gip, ma obbligata in quanto i porti in Libia e Tunisia non sono stati ritenuti sicuri; come invece è stato fatto dai soggetti politici avversi allo sbarco di una quarantina di migranti (numero che è bene ricordare quando si sente parlare di “invasione”) .

Un sospiro di sollievo da parte del comandante della Sea-Watch 3: «Sono sollevata dalla decisione del giudice, che considero una grande vittoria della solidarietà verso tutti i migranti e rifugiati e contro la criminalizzazione di chi vuole aiutarli».

Nel mentre, il ministro dell’interno ha disposto un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale (confermato dalla prefettura di Agrigento): «Siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia», ha dichiarato durante una diretta su Facebook, sottolineando la sua delusione per il fatto che «per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera».

Il caso, comunque, è ancora aperto.

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Redazione interna sito web giuridica.net

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