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Mafia: i Comuni sciolti sono sempre di più

Luci della ribalta per il fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli Enti locali. Così, almeno, negli ultimi anni, non che prima non accadesse nulla di tutto ciò.
Il decreto apposito, introdotto il 31 maggio 1991, ha permesso lo scioglimento di 302 Comuni. Solo nel periodo 2012-2018 le amministrazioni colpite sono state 105, delle quali solo cinque sono state “graziate” dai giudici amministrativi. Nei primi cinque mesi del 2018, invece, sono già 16 i Comuni sciolti: sette in Calabria (Briatico, Cirò Marina, Limbadi, Platì, S. Gregorio d’Ippona, Scilla, Strongoli), tre in Campania (S. Gennaro Vesuviano, Caivano, Calvizzano), tre in Puglia (Manduria, Mattinata e Surbo) e altri tre in Sicilia (Camastra, Bompensiere, Trecastagni).
È possibile rendersi conto della situazione, davvero preoccupante, grazie al sito web Avviso Pubblico, una rete di Comuni, Regioni ed Enti Locali con un solo scopo: il contrasto alla criminalità organizzata. Tra i contenuti disponibili è possibile trovare un’ampia documentazione dedicata alle amministrazioni sciolte e alla normativa/giurisprudenza dedicata, mappe interattive, grafici e dati statistici e una ricostruzione del dibattito parlamentare. Molto interessante l’analisi delle motivazioni alla base dei decreti di scioglimento adottati nell’ultimo anno e mezzo, tutte corredate dall’opportuna documentazione (comprese le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato).
 
 

Fonte: Ansa.it
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