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L'incidenza dell'inquinamento atmosferico

L’Italia, insieme ad altri 9 paesi, è stata convocata a Bruxelles il 30 gennaio 2018 dal Commissario Europeo per l’Ambiente per il periodico aggiornamento in merito alle misure adottate e pianificate per adeguarsi ai parametri normativi dell’Unione Europea in tema ambientale.
Il Commissario ha chiarito che i punti all’ordine del giorno, in tema di inquinamento dell’aria, verteranno su:

  • protezione dei cittadini;
  • le conseguenze legali nel caso di mancato miglioramento qualitativo;
  • raccomandazioni su come adeguarsi.

Le minacce non sembrano così astratte, basti pensare che già Polonia e Bulgaria stanno pagando pensanti sanzioni in tema ambientale.
La prima proposta concreta è arrivata dalla Germania, la quale ha posto il divieto di circolazione diesel per le due città industriali di Stoccarda e Dusseldorf; per le Euro IV immediatamente mentre per le Euro V si inizierà da settembre 2019, con un totale di quasi 15 milioni di vetture a cui sarà posto il divieto di circolare in città.
Si stanno cercando invece le ultime coperture finanziare per quanto riguarda la proposta di rendere gratuiti i mezzi pubblici di trasporto, con la volontà di fare partire il progetto pilota nelle città di Bonn, Essen, Mannheim, Herrenberg e Reutlingen entro la fine dell’anno in corso.
E in Italia?
Sul nostro paese pendono già due procedure d’infrazione, la prima datata 2014 e concernente la qualità dell’aria e la seconda datata 2015 e concernente il superamento dei valori limite di biossido di azoto.
La risposta italiana è stata quella di emanare tre protocolli:

  • il primo aveva l’obiettivo di coordinare le Regioni coinvolte attraverso la realizzazione di misure addizionali utili al risanamento della qualità dell’aria;
  • il secondo si prefiggeva di incentivare l’uso del mezzo pubblico a scapito di quello privato;
  • il terzo era prettamente interregionale, riguardante il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio del Bacino Padano; la località del provvedimento non è certo un caso in quanto le città più inquinate del 2017, cappeggiate da Cremona con ben 178 giorni totali di inquinamento, appartengono integralmente a questa zona.

Preso atto che l’Italia è il paese in cui si sono vendute il maggior numero di auto a motore diesel, con una media del 56% nell’anno 2017 contro la media europea del 45 %, e preso atto che è stata registrata un’incidenza di morti premature a causa dell’inquinamento ambientale pari a quasi 60 mila morti annue, servirebbero più misure concrete che parole astratte, come quelle del ministro dell’Ambiente nostrano che a margine della convocazione a Bruxelles ha affermato che «i risultati ad oggi raggiunti sono già molto importanti».
Viste le cifre, non si può certo dire che sia stato fatto abbastanza.

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Michel Simion

Dottore in Giurisprudenza, Università degli Studi di Verona. Tesi in diritto costituzionale giapponese, appassionato di letteratura asiatica.

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