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Diritto di cronaca: il giornalista che riporta alla lettera dichiarazioni diffamanti non è punibile

Corte di Cassazione – ordinanza n. 14380/2021

Il giornalista che riporta “alla lettera” dichiarazioni lesive dell’altrui reputazione non è punibile per diffamazione.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con ordinanza n. 14380/2021.

Nel caso specifico i giudici hanno ritenuto applicabile la scriminante dell’esercizio del diritto di cronaca, la quale entra in campo nel momento in cui le dichiarazioni riportate presentino «i necessari profili di interesse pubblico all’informazione, tali da far prevalere sulla posizione soggettiva del singolo il diritto di informazione del giornalista». Di conseguenza, nel caso in cui tale diritto venga riconosciuto, il giornalista non può ritenersi responsabile di quanto riportato.

Al contrario, il diritto non è applicabile nel caso in cui il giornalista «abbia manipolato o elaborato le dichiarazioni dell’intervistato, in modo da falsarne parzialmente il contenuto».

La sentenza esaminata è stata rinviata alla Corte d’Appello di competenza in modo da tenere conto del principio espresso.

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Redazione interna sito web giuridica.net

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