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Da lead a clienti: gli errori da non commettere nel legal marketing

Le nuove tecnologie, in particolare i social media, hanno offerto nuove opportunità, soprattutto agli studi legali, per trasformare i lead in clienti veri e propri. Per avere successo, però, è necessario evitare di commettere errori nella propria strategia di legal marketing.

1. Trasformare lead in clienti

Ottenere dei clienti è diventato molto difficile, anche a causa dell’alta concorrenza nel settore legale. Per questo motivo, molti studi legali si affidano a esperti di marketing che li aiutino nell’acquisire nuovi clienti tramite l’utilizzo dei social media e di altri strumenti digitali. I lead sono potenziali clienti che hanno una propensione a usufruire del servizio legale, per questo è necessario attrarli verso il proprio studio e trasformarli in clienti. I lead vanno stimolati all’acquisto una volta ottenuto il loro interesse, ma spesso capita che molti professionisti si fermino al primo step. Può sembrare, dunque, che gli investimenti fatti per implementare queste strategie di marketing siano stati vani.

2. Gli errori da evitare nel Legal Marketing

Vediamo quali errori portano a un arresto del processo di acquisizione di nuovi clienti.

2.1 Considerare il Marketing come un’attività secondaria
Il primo errore che spesso si commette è quello di considerare le attività svolte per promuovere la propria professione come di livello inferiore a tutto il resto. È ovvio che alla fine quello che conta è la sostanza, dunque la propria capacità professionale, ma i nuovi clienti non vi conoscono e vi giudicheranno dalla prima impressione che avranno su di voi. Perciò è meglio che sia buona, in modo da stupirli in seguito con le proprie capacità.

2.2 Svolgere attività di promozione incostanti
È importante pianificare una strategia e attenersi a quella. Spesso si crede che è meglio investire tutto subito e mostrare di continuo la propria immagine ovunque, su social, giornali, riviste, siti web, ecc., ma poi, quando il budget non lo permette più, non si è in grado di mantenere costante la propria presenza sui mezzi di comunicazione.

2.3 Budget assente o insufficiente
Come nel punto precedente, un’errata pianificazione del budget o l’idea che esso non serva, porta al fallimento delle strategie di marketing oppure, come visto, a un’allocazione delle risorse inefficiente. Ciò porta uno spreco di tempo e denaro, poiché non si ottengono risultati soddisfacenti.

2.4 Comunicazione sbagliata
Spesso si crede di possedere innate doti comunicative e di saper parlare agli utenti del web in modo chiaro e semplice. Purtroppo, è importante sapere a chi ci si rivolge. Molti utenti si sentono in difficoltà quando non capiscono o non comprendono termini legali specifici e ciò porta ad allontanarli. Conviene affidarsi a esperti di marketing oppure cercare in proprio di sviluppare abilità comunicative adeguate.

2.5 Affidare tutto agli esperti per poi disinteressarsi
Assumere dei consulenti per gestire la propria comunicazione di marketing è ormai una costante. Non tutti hanno il tempo di svolgere la propria professione e contemporaneamente occuparsi del marketing. Ma ciò non vuol dire che una volta assunto un consulente bisogna estraniarsi completamente dal suo lavoro. Una collaborazione e un controllo delle attività da parte del titolare dello studio è necessaria e determinante per tracciare le linee da seguire in ciò che si vuole comunicare.

2.6 Gli avvocati non vendono nulla
È un pensiero comune a molti. A cosa serve il marketing se io non vendo prodotti? Nulla di più sbagliato. Come qualsiasi impresa, il “prodotto” di uno studio legale è la consulenza e l’assistenza al cliente. Molti credono che per ottenere clienti sia ancora sufficiente il passaparola, che è anche giusto come ragionamento, se non fosse che oggi il passaparola si fa online. Dunque, è fondamentale promuovere, valorizzare e differenziare la propria attività attraverso strategie di marketing.

2.7 I social network non servono agli avvocati
Come riportato nel punto precedente, il passaparola oggi si fa online. Basterebbe questo a comprendere l’importanza di social come Facebook, Twitter e Linkedin per la professione legale. È importante aggiungere che i contenuti e i post che vengono pubblicati danno una prima impressione e un’immagine del proprio studio. La seconda (o per alcuni può essere anche la prima) impressione è data dal profilo personale su questi social. Se conosco potenziali clienti durante eventi o mi vengono presentati fuori dal mio studio, una volta ritornati a casa, se li ho colpiti, andranno a visitare il mio profilo social per confermare le loro impressioni su di me. Per questo motivo, non bisogna trascurare questi strumenti in grado di offrire ottime opportunità per attrarre nuovi clienti.

Giovanni LaurenzaAvvocatoFlash

Fonti
http://www.diritto24.ilsole24ore.com
https://vettadigitale.com
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