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Catasto e rettifica della rendita: l'amministrazione non può motivare solo in giudizio l'atto impugnato

Civile

Catasto e rettifica della rendita: l’amministrazione non può motivare solo in giudizio l’atto impugnato

L’atto con cui l’amministrazione disattende le indicazioni del contribuente circa il classamento di un fabbricato deve contenere un’adeguata ancorché sommaria motivazione che delimiti l’oggetto della successiva ed eventuale controversia giudiziaria. Il principio ? stato ribadito dal giudice di legittimità in una recente pronuncia della Cassazione. (Cass. Civ., Sez. VI – 5, 19 marzo 2015, n. 5580)

Da quando decorre il termine di prescrizione dell’azione di regresso dell’INAIL verso il datore di lavoro?

In tema di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, l’azione di regresso dell’INAIL nei confronti del datore di lavoro può essere esercitata nel termine triennale di prescrizione, che, ove non sia stato iniziato alcun procedimento penale, decorre dal momento di liquidazione dell’indennizzo al danneggiato, ovvero, in caso di rendita, dalla data di costituzione della stessa. (Cass. Civ., Sez. Unite, 16 marzo 2015, n. 5160)

Penale

Accesso abusivo a sistema informatico del dipendente: reato solo se viola le condizioni di utilizzo

Secondo la Sent., n. 10083 del 2015 della Corte di Cassazione, il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico protetto ricorre quando un soggetto, pur essendo abilitato ed in possesso delle necessarie password, acceda o si mantenga all’interno di tale sistema violando le condizioni ed i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitarne oggettivamente l’accesso, mentre sono irrilevanti gli scopi e le finalità che soggettivamente hanno motivato l’ingresso nel sistema. (Cass. Pen., Sez. V, 10 marzo 2015, n. 10083)

Cancellazione dell’iscrizione nel casellario anche per le sentenze di fallimento pre-riforma

In tema di incapacità personali del fallito la Corte di cassazione, con la Sent., n. 9966 del 2015, ha affermato, alla luce di un’interpretazione fondata sul principio di ragionevolezza e di non discriminazione dell’art. 22 comma 2 del decreto correttivo n. 169 del 12 settembre 2007 -il diritto alla cancellazione delle iscrizioni nel Casellario giudiziale di pregresse sentenze di fallimento, oltre che per i fallimenti chiusi o pendenti alla data del 1 gennaio 2008 (data di entrata in vigore del suddetto decreto)- anche per i fallimenti pronunciati anteriormente al D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 di riforma della legge fallimentare. (Cass. Pen., Sez. I, 9 marzo 2015, n. 9966)

Amministrativo

È inderogabile il divieto di consultazione di codici commentati nel corso delle prove scritte per l’esame di magistratura

Il Tar Lazio ha ritenuto legittima l’espulsione dalla prova scritta dell’esame di magistratura di una candidata in possesso di codici commentati, anche se i codici stessi erano stati previamente verificati ed ammessi in aula dalla Commissione esaminatrice. (T.A.R. Lazio, 23 febbraio 2015, n. 3146)

Calcolo del punteggio nelle gare d’appalto
Nelle gare d’appalto la riparametrazione è indispensabile nel caso in cui sia prevista una soglia di sbarramento, vale a dire un punteggio minimo che le offerte devono raggiungere al fine di potere essere valutate, per evitare anomale restrizioni alla concorrenza ed al principio di massima partecipazione. (T.A.R. Campania, Salerno, Sez. I, 18 marzo 2015, n. 627)

In primo piano

Civile

Documento informatico inviato via email e non via PEC: qual è la sua rilevanza probatoria?

Il Tribunale di Termini Imerese affronta una delle problematiche più discusse negli ultimi tempi connessa alla validità giuridica e rilevanza probatoria del documento informatico. In particolare si discute circa la valenza probatoria di un documento informatico inviato tramite posta elettronica “semplice” che va considerato, alla luce dell’attuale normativa, come un atto informatico sottoscritto con firma elettronica “leggera”. (Trib. di Termini Imerese, Ord., 22 febbraio 2015)

Manomissione della copia autentica del decreto ingiuntivo notificata: una decisione del Tribunale di Torino

La notificazione di copia autentica manomessa del ricorso per ingiunzione di pagamento e pedissequo decreto configura un’ipotesi di irregolarità, sanabile per il raggiungimento dello scopo. Non trova applicazione l’art. 2467 c.c. nell’ipotesi di finanziamento erogato dal socio a favore della società, se non nelle ipotesi tassative previste dagli artt. 2497-quinquies e 2497-sexies c.c., che non trovano applicazione nel caso di influenza dominante esercitata indirettamente. (Trib. di Torino, Sez. I, 16 febbraio 2015)

Penale

Il giudice davanti alla scienza nei processi per morti da amianto

Secondo la Sent., n. 11128 del 2015 della Corte di Cassazione, con riferimento alla natura di malattia dose correlata del mesotelioma della pleura, in presenza di un contrasto nella scienza medica, il giudice di merito deve motivare la propria opzione per l’una o l’altra delle contrapposte soluzioni, sulla base dell’autorevolezza ed affidabilità dei consulenti, affrontando, anche solo implicitamente, le censure che gli esperti hanno formulato, nel corso del giudizio, contro la teoria che è stata recepita nella motivazione del provvedimento di condanna. (Cass. Pen., Sez. IV, 16 marzo 2015, n. 11128)

È rapina impossessarsi del telefono della fidanzata

Secondo la Sent., n. 11467 del 2015 della Suprema Corte, nel reato di rapina sussiste l’ingiustizia del profitto quando l’agente, impossessandosi della cosa altrui (nella specie, un telefono cellulare), persegua esclusivamente una utilità morale, consistente nel prendere cognizione dei messaggi che la persona offesa abbia ricevuto da altro soggetto, trattandosi di finalità antigiuridica in quanto, violando il diritto alla riservatezza, incide sul bene primario dell’autodeterminazione della persona nella sfera delle relazioni umane. (Cass. Pen., Sez. II, 19 marzo 2015, n. 11467)

Amministrativo

Per il riconoscimento della indennità di servizio è sufficiente il criterio della probabilità

Con la sentenza del T.A.R. Piemonte, 6 marzo 2015, n. 429, il giudice amministrativo ha ritenuto che, ai fini del riconoscimento dell’indennità da causa di servizio, non è richiesta la prova del nesso causale ma la dimostrazione che l’insorgere della patologia sia dipeso da fattori dotati di autonoma ed esclusiva portata eziologica diversi dagli specifici elementi del servizio svolto dal ricorrente e ritenuti dannosi. (T.A.R. Piemonte, Torino, Sez. I, 6 marzo 2015, n. 429)

La giurisdizione in materia di ore di sostegno scolastico ai disabili

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulle controversie riguardanti l’attribuzione delle ore di sostegno scolastico con docenti specializzati agli alunni affetti da gravi disabilità, in quanto rientranti nell’ambito della giurisdizione esclusiva amministrativa in materia di servizi pubblici ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a.; ciò indipendentemente dalla circostanza dell’intervenuta redazione piano educativo individualizzato. (T.A.R. Campania, Sez. IV, 27 febbraio 2015, n. 1330)

Area Generale

Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale sollevata in modo ancipite

Secondo la Sent., n. 41 del 2015 della Consulta, è manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata formulando due diverse possibili interpretazioni della norma censurata, senza sceglierne alcuna. (Corte Cost., Ord., 17 marzo 2015, n. 41)

Utilizzare per la condanna una relazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta non vìola il diritto di difesa

Pronunciandosi su un ricorso originato dalla condanna di alcuni imputati per il reato di appropriazione indebita di beni della compagnia aerea Air Liberté prima di essere posta in liquidazione giudiziaria, la Corte di Strasburgo ha constatato che non era stato dimostrato che l’utilizzo nel procedimento penale di dichiarazioni rese dai medesimi imputati davanti ad una commissione parlamentare d’inchiesta aveva avuto alcun impatto sulla loro condanna o sulla pena inflitta. La Corte ha, però, dichiarato che la detenzione di uno dei ricorrenti (Corbet) a far data dal 24 luglio 2003 non aveva avuto alcuna base legale e ribadito che, al momento dei fatti, non vi erano norme nella legislazione francese che giustificassero cronologicamente la detenzione da parte delle autorità di polizia fino al momento in cui il detenuto veniva condotto davanti al giudice istruttore. (Corte europea dei diritti dell’Uomo, Sez. V, 19 marzo 2015, n. 7494/11, n. 7493/11 e n. 7989/11)

Decorrenza del termine di decadenza per la domanda di pensione privilegiata

Secondo la Sent., n. 43 del 2015 della Consulta, è costituzionalmente illegittima la norma che, in tema di pensioni privilegiate, non prevede che, allorché la malattia, contratta per causa di servizio, insorga dopo i cinque anni dalla cessazione dal servizio, il termine quinquennale di decadenza per l’inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte, ai fini dell’ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato, decorra dalla manifestazione della malattia stessa. (Corte Cost., 19 marzo 2015, n. 43)

Da Pluris Quotidiano Giuridico, Newsletter n. 12

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