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Wikimedia e Creative Commons al Senato: «Liberiamo i beni culturali italiani e adeguiamoci all’Europa»

«Noi rappresentiamo delle immense comunità che vogliono che il pubblico dominio sia in pubblico dominio – ha spiegato Iolanda Pensa, presidente di Wikimedia Italia – e chiediamo semplicemente che la normativa italiana si adegui a quella europea, senza aggiungere ostacoli».

Martedì 12 ottobre si è svolta in Senato l’audizione di Wikimedia Italia e Creative Commons Italia in merito alla piena adozione della Direttiva UE 2019/790 del Parlamento Europeo e del Consiglio sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale. Wikimedia Italia è l’associazione che in Italia sostiene Wikipedia, i progetti Wikimedia e OpenStreetMap, oltre a essere il capitolo italiano della Wikimedia Foundation; Creative Commons è l’organizzazione internazionale senza fini di lucro dedicata ad ampliare legalmente la gamma di opere disponibili per la condivisione e l’utilizzo pubblico attraverso le licenze da essa approntate. Il Capitolo italiano di Creative Commons promuove sul territorio nazionale i principi di accesso libero alla cultura e alla conoscenza come diritti fondamentali.

Wikimeda Italia e Creative Commons Italia hanno sottolineato che la condivisione del sapere e della cultura rappresenta un volano per la crescita e il rilancio dell’imprenditoria culturale, dell’industria creativa, del turismo e, non da ultimo, delle attività di studio e di ricerca scientifica.

Noi rappresentiamo delle immense comunità che vogliono che il pubblico dominio sia in pubblico dominio ha spiegato Iolanda Pensa, presidente di Wikimedia Italia – e chiediamo semplicemente che la normativa italiana si adegui a quella europea, senza aggiungere ostacoli”.

Wikipedia, Wikimedia e Creative Commons sono ormai dei colossi di Internet con vent’anni di storia. Creative Commons ha oltre 2 miliardi di contenuti rilasciati con le sue licenze libere. Wikipedia ha oltre 20 miliardi di accessi ogni mese, una visibilità immensa per milioni di contenuti liberi in centinaia di lingue; tutti questi contenuti sono aperti – open – ovvero a disposizione di tutti, anche per uso commerciale.

In Italia, l’uso commerciale delle immagini di opere in pubblico dominio è fortemente limitato dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, che richiede l’autorizzazione degli enti proprietari o gestori del bene. Nonostante le modifiche applicate nel 2014 e nel 2017 al Codice, non è ancora possibile riprodurre immagini di beni in pubblico dominio per fini commerciali. Queste restrizioni rappresentano un grandissimo ostacolo per documentare e dare visibilità al patrimonio italiano su Wikipedia. Wikimedia e Creative Commons chiedono che sia esplicitato che il codice non sia in conflitto con la Direttiva UE 2019/790 del Parlamento Europeo e del Consiglio sul diritto d’autore e sui diritti connessi limitandone l’applicazione e chiedono che siano rispettate tutte le eccezioni previste dalla direttiva.

L’intento del legislatore europeo è di promuovere la creazione di un pubblico dominio europeo. C’è quindi bisogno di una nuova consapevolezza, a livello nazionale, del ruolo del pubblico dominio che, anche nella sua veste digitale, è patrimonio dell’intera collettività“, afferma Deborah De Angelis, lead del capitolo italiano di Creative Commons.

L’attività di Wikimedia Italia e Creative Commons favorisce il miglioramento e l’avanzamento del sapere, della formazione e della cultura. Sia attraverso la produzione, la raccolta e la diffusione di contenuti liberi; sia attraverso la valorizzazione dei contenuti in pubblico dominio, in collaborazione con musei, biblioteche e archivi.

Un impegno che favorisce la diffusione del sapere e l’aumento della consapevolezza sulle questioni sociali e filosofiche correlate ai temi della conoscenza libera e del pubblico dominio.

“Noi chiediamo che la direttiva europea sia recepita in Italia senza restrizioni e ostacoli, permettendo che il nostro paese benefici di tutti i vantaggi che la direttiva offre alla cultura libera ma anche agli istituti di tutela del patrimonio culturale, che svolgono un ruolo centrale nel conservare, promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio culturale” – ha concluso Iolanda Pensa.

Fonte
Wikimedia
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staff

Redazione interna sito web giuridica.net

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