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Facebook: "downvote" e lotta alle fake news

Non mancano le novità in casa Facebook.
La prima è una nuova funzione comparsa accanto al tasto “mi piace”, ancora in fase di test su alcuni gruppi di utenti. Subito ribattezzato come “tasto non mi piace”, la nuova funzione, in realtà, permetterà all’utente di restituire un feedback al ribasso riguardo contenuti e commenti presenti in bacheca. Un contenuto potrà essere marcato come “offensivo”, “ingannevole”, “fuori tema”, ma sarà la piattaforma a decidere per la sua rimozione.
La seconda novità riguarda l’inasprimento della lotta alle fake news da parte della piattaforma. In vista delle prossime elezioni politiche, Facebook ha deciso di rivolgere il suo sguardo su di noi così da garantire una campagna elettorale il più corretta possibile (almeno per quanto riguarda i social).
Tutto ciò avviene a seguito dell’ammissione che di recente qualcosa è andato storto sia negli Stati Uniti sia in Europa: la minaccia è rappresentata dalle fake news e da vere e proprie campagne di disinformazione atte a influenzare il voto per una o l’altra forza politica in gioco.
Come misura di contrasto è già stata predisposto un fact checking continuo. Per quanto riguarda l’Italia, lo svolgimento di tale attività è stato assegnato a Pagella Politica. Se una notizia verrà valutata con un punteggio negativo, Facebook allegherà la valutazione dell’organo incaricato e provvederà ad abbassare il punteggio di ranking all’interno dell’algoritmo che stabilisce la posizione dei contenuti nel news feed. I contenuti, però, non verranno rimossi o contrassegnati come falsi, spiega Richard Allan, vicepresidente di Facebook per le public policy Emea, in quanto si è notato che tale pratica portava ancora più click ai contenuti incriminati: «Chi è convinto di qualcosa, se allertato in questo modo, pensa di essere vittima di un complotto». Agli utenti verrà, piuttosto, reso disponibile un decalogo per riconoscere le fake news (forse già comparso nelle vostre bacheche).
Un’altra misura collegata sarà la rimozione degli account falsi, come confermato da Allan: «Sì, account falsi verranno chiusi anche da voi [riferendosi all’Italia], come abbiamo fatto in Germania e Francia. In passato abbiamo mancato il punto, non eravamo preparati a combattere la disinformazione, il nostro focus era proteggere dall’hacking degli account o dallo spam. Ora cercheremo di avere un ruolo attivo nel mitigare le campagne di disinformazione».
La stessa attenzione sarà rivolta anche a eventuali network coordinati: «Se individueremo network dentro cui le notizie false si diffondono, lo segnaleremo con una disclosure pubblica. Pubblica si intende che lo segnaleremo alle autorità investigative, perché ovviamente si pongono molti problemi sulla diffusione eventuale di dati personali. Ormai abbiamo una collaborazione proficua con le agenzie di intelligence, anche quelle italiane, per esempio sul terrorismo».
Stando sempre alle parole di Allan, l’obbiettivo è anche quello di aprire un canale di comunicazione anche con partiti e politici italiani: «Parliamo a tutti e offriamo a tutti la possibilità di usare i nostri tool. Ma tenendo sempre ferma la nostra policy di neutralità.»

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emanuelesecco

Dottore in Editoria e Giornalismo. Appassionato di scrittura, editoria (elettronica e digitale), social media, musica, cinema e libri. Viaggio il più possibile, ma Budapest è sempre nel cuore.

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