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Arricchimento senza causa: le condizioni per l'esercizio dell'azione contro l'ex convivente

L’azione generale di arricchimento ha come presupposto la locupletazione di un soggetto a danno dell’altro che sia avvenuta senza giusta causa, sicché non è dato invocare la mancanza o l’ingiustizia della causa qualora l’arricchimento sia conseguenza di un contratto, di un impoverimento remunerato, di un atto di liberalità o dell’adempimento di un’obbligazione naturale. È, pertanto, possibile configurare l’ingiustizia dell’arricchimento da parte di un convivente “more uxorio” nei confronti dell’altro in presenza di prestazioni a vantaggio del primo esulanti dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza -il cui contenuto va parametrato sulle condizioni sociali e patrimoniali dei componenti della famiglia di fatto- e travalicanti i limiti di proporzionalità e di adeguatezza.

(Cass. Civ., Sez. III, 22 settembre 2015, n. 18632)

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