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Corte di Cassazione tra adozione e discriminazione. Chi ha ragione?

La protesta per presunta discriminazione in base all’etnia giunge in Cassazione tramite una madre Rom che si è vista togliere i figli in seguito alla decisione presa con sentenza n. 19774/2018. Il tutto prende vita perché, secondo quanto sostiene la donna, i figli vengono tolti ai genitori Rom con più frequenza rispetto ad altri minori.
La Corte di Cassazione respinge con forza le accuse ritenendole infondate, soprattutto considerando le caratteristiche del caso in esame.
Tre figli. Un padre sovente in carcere e una madre con problemi di tossicodipendenza. La figlia più grande, 7 anni, costretta a prendersi cura dei fratelli e che sogna una famiglia che si prenda cura di lei.
In una tale situazione, e nonostante il continuo supporto del Sert per aiutare la madre a disintossicarsi, i giudici di Cassazione hanno ritenuto giusto dichiarare l’incapacità della donna a provvedere alla cura dei figli anche per quanto riguarda istruzione e igiene; i piccoli non andavano a scuola, mentre la “grande” variava le presenze in base ai bisogni dei fratelli.
Una situazione, questa, che non è stato possibile risolvere con l’aiuto di eventuali parenti.
Ora, per finire, rimane una domanda: la decisione presa dai giudici è davvero discriminatoria?

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Fonte: IlSole24Ore
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Redazione interna sito web giuridica.net

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