Sentenze

Tribunale di Verona, Sez. Lavoro – Sentenza n. 354/2015 del 28.7.2015 (Dott. Gesumunno)

Prestazione: pensione – assegno di invalidità INPS – Inpdai – Enpals

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Verona
Sezione Lavoro

nella persona del Giudice dott. Antonio Gesumunno, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa previdenziale promossa con ricorso depositato in data 1.8.2014

DA

B.S.C., comparsa in causa a mezzo dell’avv. G. J. per mandato a margine del ricorso ed elettivamente domiciliata presso lo studio dello stesso in Verona,

CONTRO

ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, comparso in causa a mezzo dell’avv. M. L. per procura generale alle liti a rogito del Notaio Castellini di Roma n. 7778/19476 del 23/11/2011 ed elettivamente domiciliato presso l’ufficio di avvocatura dell’Istituto in Verona,

OGGETTO: assegno mensile di invalidità
UDIENZA DI DISCUSSIONE: 20.5.2015
CONCLUSIONI DI PARTE RICORRENTE:

Accertarsi il diritto della ricorrente all’assegno mensile di invalidità civile dalla data della domanda o secondo la diversa decorrenza che dovesse risultare di giustizia;

condannare l’I.N.P.S. in persona del legale rappresentante pro tempore a corrispondere alla ricorrente l’assegno mensile di invalidità civile con decorrenza dalla data della domanda o secondo la diversa decorrenza che dovesse risultare di giustizia, con maggiorazione di interessi e rivalutazione monetaria;

vittoria di spese e compensi di legge con distrazione in favore del sottoscritto difensore ex art. 93 c.p.c.

CONCLUSIONI DELL’INPS:
In via principale: respingere il ricorso. Spese ed onorari come per legge.

Motivi della decisione

Le domande proposte dalla parte ricorrente non sono fondate e devono essere integralmente rigettate.

Nel procedimento di ATP il CTU dott. Valter Equisetto ha concluso nel senso che le menomazioni da cui è affetta la ricorrente non determinano un grado di riduzione permanente della capacità lavorativa di grado pari o superiore al 74%.

La parte ricorrente nella presente fase di merito ha riproposto le critiche formulate dal CTP nella fase cautelare alle valutazioni del CTU.

Il CTU dott. Equisetto, in sede di deposito della relazione peritale definitiva, ha preso posizione su tali osservazioni con argomentazioni complete e pienamente condivisibili. In particolare il CTU ha valorizzato la valutazione complessiva delle patologie integranti sindrome metabolica, le quali non possono essere paragonate, sotto il profilo della incidenza sulla capacità lavorativa generica, ad altre più severe patologie, valutabili nella fascia dal 71 al 80%. Il CTU ha valorizzato a tale proposito la valutazione effettuata dalla Commissione Integrata ex art. 68/99 del 18.7.2013, nell’ambito della quale la ricorrente fu ritenuta in grado di sostenere il tempo pieno ed i turni anche notturni, con esclusione delle sole mansioni comportanti movimentazione manuale di pesi superiori a 10 kg. Il CTU ha replicato alle osservazioni del CTP di parte ricorrente argomentando sulla natura e incidenza della altre patologie (diabete mellito, artrosi, patologie cardio vascolari e steatosi epatica) sottolineando, sulla base della completa analisi dei dati clinici acquisiti in causa, la ripercussione funzionale non tale da determinare nel complesso una menomazione pari o superiore al 74%.

Le argomentazioni svolte dal CTU sono pienamente condivisibili in quanto fondate sulla attenta disamina della documentazione sanitaria in atti ed esenti da vizi logici. Non vi sono pertanto i presupposti per la rinnovazione della CTU richiesta dalla parte ricorrente.

Le spese di lite non sono ripetibili poiché la ricorrente ha formulato rituale dichiarazione reddituale ai sensi dell’art. 152 disp. att. c.p.c. Le spese della CTU nella fase di ATP devono essere poste pertanto definitivamente a carico della parte convenuta Inps

P.Q.M.

Il Tribunale di Verona in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria domanda ed eccezione rigettata
1) Rigetta le domande proposte dalla ricorrente B.S.C.
2) Dichiara compensate le spese di lite
3) Pone definitivamente a carico della parte convenuta Inps le spese della CTU nel procedimento di istruzione preventiva, liquidate come da separato provvedimento
4) Fissa termine di gg. 60 per il deposito della sentenza.
Verona, 20.5.2015

IL GIUDICE
dott. Antonio Gesumunno

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