Sentenze

Tribunale di Verona – Sentenza n. 2119/2015 del 24.07.2015 (Dott. Martoro)

Il Giudice, all’esito della Camera di consiglio, pronuncia la seguente

SENTENZA

nella causa promossa da:

M. C., in qualità di socio accomandatario della ditta GE. S.a.s. di M. C. & C., nato a Verona ed ivi residente in via , c.f. con l’avv. G. B. di Verona;

ricorrente

contro

DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO DI VERONA, in persona del direttore pro tempore, sita in Verona via;

resistente

iscritta al n. ?? /14 R.G.
opposizione alla ordinanza ingiunzione n.?? /13 del 4.12.2013 emessa dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Verona che prevedeva una sanzione complessiva di € 31.592,50.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

osservato, in via preliminare, che non si procede all’esposizione della parte narrativa della lite, atteso che l’art. 281 sexies cod. proc. civ. dispone espressamente che il giudice pronunci sentenza al termine della discussione, dando lettura del dispositivo e solo “della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione”.

Richiamato, in fatto, il contenuto narrativo del ricorso in opposizione alla ordinanza ingiunzione, notificato il 20 febbraio 2014;

richiamato il contenuto della comparsa di costituzione e risposta depositata il 2 maggio 2014;

rilevato che la Direzione Provinciale del Lavoro di Verona, visto il rapporto amministrativo ed il verbale di accertamento di illecito amministrativo, sanzionava le violazioni sotto indicate con l’emissione della ordinanza ingiunzione indicata in epigrafe:

1) art. 3 co 3 della Legge n. 73/02 relativamente ai Sigg.ri Be., Br., B. e D.;

2) art. 39 co 6 D.L. 112/08;
1) art. 9 bis co 2 della Legge n. 608/96 per i sigg.ri Be., Br., B. e D.;
2) art. 4 bis co 2 del D.Lgs. n. 181/00 per i sigg.ri B. e D.;
3) art. 1 e 3 della Legge 4/53 per i sigg.ri Be., Br., B. e D.;
4) art. 39 co 1 e 2 del D.L. 112/08 per i sigg.ri Be., Br., B. e D.;
5) art. 9 bis co 2 della Legge 608/96 per il sig. B..

osservato che il teste Br. Stefano Christopher, amico del ricorrente, dichiarava di aver visto al lavoro presso la piadineria di via Legnago a Verona il sig. D. dal novembre 2008, precisava di ricordare con precisione tale data, in quanto in quel periodo si era interrotto il rapporto con la sua ragazza, dichiarava, altresì, di non sapere nulla dell’attività di elettricista del sig. M. C..

Il teste F. G., amico del sig. M. C., dichiarava che il sig. D. aveva lavorato presso la piadineria dal novembre 2008 al gennaio 2014.

Il teste D., dichiarava di aver lavorato presso la piadineria di via Legnago a Verona dall’aprile 2008 al gennaio 2014, precisava che per un certo periodo era stato presente anche il sig. B. che osservava il suo stesso orario di lavoro, aggiungeva che il lunedì, giorno di chiusura della piadineria, aiutava il sig. M. C. nella sua attività di elettricista.

B., lavoratore presso la piadineria dal 3.07.2009 all’ottobre 2010, dichiarava di non aver mai ricevuto la busta paga, precisava che la retribuzione mensile gli veniva corrisposta in contanti ed era pari ad € 600,00. Alle sue richieste di consegna della busta paga, il sig. M. C. replicava che gli sarebbe stata consegnata solo alla fine del periodo di prova;

alla luce di quanto su esposto, tenuto conto della documentazione in atti e della prova orale l’opposizione va parzialmente accolta, considerato che, con i documenti prodotti ed i testi escussi l’Amministrazione procedente ha fornito prove sufficienti idonee a dimostrare la fondatezza della sua pretesa sanzionatoria, comunque la sanzione deve essere ridotta di € 4.800,00, in quanto nel periodo ricompreso tra il 1° giugno ed il 31 ottobre 2008 il sig. D. era stato inquadrato come apprendista elettricista, quindi, non svolgeva attività lavorativa in nero;

avendo accolto parzialmente l’opposizione le spese di lite vengono compensate interamente tra le parti;

P.Q.M.

definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza ed eccezione disattesa respinta, accoglie parzialmente il ricorso, per l’effetto, conferma l’ordinanza ingiunzione indicata in epigrafe riduce l’importo della sanzione irrogata a complessivi € 26.792,50, per l’effetto revoca la sospensione dell’esecutività della stessa;

spese compensate per i motivi su esposti.

Così deciso, in Verona, il 24 luglio 2015

Il Giudice

Dott. Maurizio Martoro

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