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La responsabilità del vettore in caso di rapina

Quando si configura la responsabilità del vettore?
L’art. 1693 del codice civile stabilisce che «il vettore è responsabile della perdita e dell’avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quelle in cui le riconsegna al destinatario».
Fino a qui, tutto lineare.
Lo stesso articolo aggiunge che il vettore non è responsabile se:

  • «la perdita o l’avaria è derivata da caso fortuito»;
  • «è derivata dalla natura o dai vizi delle cose stesse»;
  • è derivata «dal fatto del mittente o da quello del destinatario».

Se sul secondo e il terzo punto non sembra esserci nulla di particolare da segnalare, lo stesso non si può certo dire del primo.
Cosa si intende per caso fortuito?
La Cassazione, con la sentenza n. 7285/1990, ha descritto il caso fortuito come «quell’avvenimento imprevisto e imprevedibile che si inserisce di improvviso nell’azione del soggetto e non può in alcun modo, nemmeno a titolo di colpa, farsi risalire all’attività psichica dell’agente».
La responsabilità del vettore è quindi così gravosa?
A suffragare questa ipotesi vi è la sentenza n. 1363/2017 del tribunale di Verona, dove viene affermata la responsabilità di un vettore per la perdita della merce a seguito di rapina.
La rapina può essere un evento prevedibile o previsto?
Secondo la Cassazione, con la sentenza n. 9489/2010, «la rapina, non è di per sé sufficiente a escludere la responsabilità del vettore per la perdita del carico, dovendone esserne affermata in concreto la circostanza».
Da ciò deriva l’opportunità di evirare la rapina dall’astratta categoria del caso fortuito, nonostante appaia quanto meno temerario giudicare tale reato come evento prevedibile e/o previsto, al di fuori della rapina pianificata ex ante tra vettori e malviventi.
Non nel caso di specie: seguendo pedissequamente il diktat della Cassazione, si è giunti alla condanna del vettore, ritenendo comportamento colposo il parcheggiare in un area di sosta.

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Michel Simion

Dottore in Giurisprudenza, Università degli Studi di Verona. Tesi in diritto costituzionale giapponese, appassionato di letteratura asiatica.

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