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Fallimento e titolo sportivo

La dichiarazione di fallimento di una società calcistica comporta l’automatica revoca dell’affiliazione e, conseguentemente, la possibilità di mantenere il titolo sportivo è una tematica molto importante, diventata ora un tema di stretta attualità con il recente caso del Parma F.C. .

Innanziutto va premesso che, usualmente, la società dichiarata fallita durante il campionato viene ammessa all’esercizio provvisiorio per completare la stagione calcistica e conservare il valore del complesso aziendale, al fine di una migliore successiva collocazione della stessa sul mercato.

La F.I.G.C. , nel luglio 2004, aveva emanato il così detto “lodo Petrucci”, una particolare procedura burocratico-amministrativa che consentiva, in caso di fallimento di una società di calcio per motivi finanziari, di non disperdere il patrimonio sportivo cittadino, assegnando ad una nuova compagine societaria un titolo sportivo di una categoria inferiore. Tale procedura è stata oggetto di parecchie modifiche normative, fino ad arrivare, nel maggio 2014, alla sua definitiva abrogazione.

In ogni caso, anche oggi è previsto che il titolo sportivo di una società calcistica fallita possa essere rilevato da una nuova società appartenente alla stessa città; tale norma premiale di attribuzione del titolo, non riveste però carattere di automaticità, in quanto è sottoposta a giudizio della Federazione, previa audizione del Sindaco della città e verifica che la nuova società sia in grado di fornire adeguate garanzie di solidità finanziaria e continuità aziendale; in questo caso verrebbe iscritta al campionato inferirore di due categorie rispetto a quello di provenienza della vecchia società.

Alternativamente, nell’ipotesi in cui il complesso aziendale venga posto all’ata ad un prezzo equivalente al “debito sportivo” e vi sia un acquirente disposto a corrispondere l’indicato importo, la nuova società aggiudicataria potrebbe vedersi attribuito, anche in questa ipotesi previo vaglio della F.I.G.C., il titolo sportivo, mantenendo però i medesimi diritti derivanti dall’anzianità di affiliazione della vecchia società fallita e, conseguentemente, rimanere nella medesima categoria conquistata sul campo.

In buona sostanza, appare possibile salvaguardare al meglio il titolo sportivo dei Club in crisi ed i presidenti delle eventuali società in stato di palese insolvenza dovrebbero considerare che il tempestivo deposito di un’istanza di fallimento in proprio, unita alla ricerca di nuovi e differenti finanziatori, potrebbe limitare fortemente il danno e tutelare al meglio il patrimonio economico e sportivo della società calcistica.

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Sergio Puglisi Maraja

Avvocato in Verona,

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