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Droghe: il giudice incompetente per territorio può convalidare l'arresto ed emettere misure cautelari

Secondo il G.I.P. di Reggio Emilia, in ordine al reato di detenzione illecita finalizzata allo spaccio di stupefacenti di cui all’art. 73, comma 1, D.P.R. n. 309 del 1990, in presenza di delitti di detenzione e trasporto, senza soluzione di continuità, di una stessa partita di droga, da inquadrare nel contesto di un unitario progetto di spaccio, in località diversa dal luogo di deposito, in più dosi e in tempi differenziati, la competenza va determinata in relazione al luogo ove ha avuto inizio la prima delle condotte addebitate, essendo ravvisabile una pluralità di azioni illecite nell’ambito di un solo reato, in una sorta di progressione criminosa. Con la conseguenza che se si accerta che i reati considerati sono di competenza territoriale di un giudice, quello diverso chiamato a valutare una parte della condotta criminosa unitariamente intesa, ai sensi dell’art. 27 c.p.p., può validamente convalidare l’arresto ed emettere le relative misure cautelari, soprattutto se sussiste l’urgenza di soddisfare rilevanti esigenze di prevenzione speciale, connesse al pericolo di recidiva immediata da parte degli arrestati.
(G.I.P. di Reggio Emilia, 7 marzo 2016)
 
Da Pluris Quotidiano Giuridico

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