CivileDiritto di Famiglia

"Divorzio Breve", separazione legale e comunione legale tra coniugi

di Giacomo Oberto
A quarant’anni esatti dalla riforma (epocale: quella sì!) del 1975 il legislatore viene finalmente a sciogliere uno dei tanti nodi lasciati irrisolti dalla disciplina della comunione legale, che la dottrina non aveva certo tralasciato di segnalare con viva (quanto inascoltata) insistenza. Troppo tardi per porre anche solo limitato rimedio alla disaffezione mostrata in modo crescente verso un regime che, pur certamente idoneo, in astratto, a fornire un congruo assetto patrimoniale alle unioni volute dalle parti come tendenzialmente durevoli, venne concretamente disciplinato in maniera approssimativa, lacunosa e contraddittoria, senza trarre adeguato alimento e meditata ispirazione dalle antiche, feconde e collaudate esperienze straniere. Anche questa novella sul “divorzio breve” risente di uno scarso (o nullo) lavoro preparatorio di approfondimento, clamorosamente squadernato dall’assenza di coordinamento con la legge (di pochissimi mesi precedente!) sulla negoziazione assistita; per non dire poi dell’evidente qui pro quo che sta alla base della (in realtà inesistente) disciplina transitoria. Ferma restando la considerazione sul carattere doveroso di tale tardivo intervento normativo, lo studio si propone di indicare i principali problemi posti da questa anticipazione del momento dello scioglimento del regime patrimoniale legale, nelle sue varie interconnessioni con il tessuto normativo in cui la stessa viene ad inserirsi (separazione giudiziale, separazione consensuale, negoziazione assistita, riconciliazione, divorzio “immediato”, procedure divisorie, sistema pubblicitario, disciplina transitoria).

 

da Famiglia e diritto n. 6/2015

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