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Borsa di studio: quando può diventare un lavoro

La borsa di studio è uno strumento utile ad avvicinare lo studente al mondo del lavoro, quando favorisce l’apprendimento e l’affinamento professionale mediante il temporaneo inserimento nella struttura operativa del soggetto erogatore magari anche ai fini di un possibile successivo stabile inserimento lavorativo.
Pertanto pure che il borsista venga impegnato in compiti assimilabili a quelli di un lavoratore, queste prestazioni per la prevalente natura di apprendimento dell’attività svolta, non possono configurarsi come prestazioni lavorative.
Inoltre l’erogazione in favore del borsista di una indennità economica non costituisce un corrispettivo per l’attività prestata, ma ha solo la funzione di garantirgli un sostentamento per il periodo in cui svolge l’attività borsistica di formazione.
Attenzione però nel concreto non ricorrano gli elementi sintomatici della prestazione di lavoro subordinato perché allora dovrà essere riconosciuta la natura dipendente del rapporto di lavoro celato nella forma di aggiudicazione di una borsa di studio. Si pensi all’osservanza dell’orario di ufficio, alla sottoposizione al potere di direzione e controllo datoriale, alla percezione di uno stipendio fisso e continuativo, alla mancata impartizione degli insegnamenti previsti.
In questi casi il borsista avrà diritto a che il giudice del lavoro accerti la natura dipendente del rapporto disponendo la regolarizzazione contributiva e previdenziale nonché l’eventuale reintegrazione in servizio.

Via Giotto n.44, Porto San Giorgio (FM)
Tel: 0734 671554

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Redazione interna sito web giuridica.net

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