
Cari Colleghi , ringrazio Giuridica.net per la ospitalità.
In passato divulgò ,cortesemente, un mio articolo nel quale parlavo della indeterminatezza
dei mutui. Illustravo, poi, la Cassazione 14575 del 30.5/3.6 2025 su mio ricorso, in punto di
leasing . Si impugnava un contratto della MPS Leasing (oggi MPS) ,ma il principio vale per
tutti i leasing . E’ il primo provvedimento che, in analogia alla giurisprudenza sui mutui, la
applica al leasing.
Il principio di diritto espresso dalla Cassazione con l’ordinanza n. 14575 del 30 maggio 2025
, riguarda la nullità della clausola contrattuale che disciplina il tasso d’interesse nei contratti
di leasing finanziario a causa della mancata allegazione del piano di ammortamento, il quale
è necessario per la corretta determinazione del Tasso Annuo Effettivo Globale ( TAEG ) e, di
conseguenza, per valutare l’eventuale usurarietà del tasso.
La Corte ha stabilito che la mancanza del piano di ammortamento rende indeterminato
l’oggetto del contratto e non permette di stabilire con certezza il regime di capitalizzazione
degli interessi.
Cosa significa in pratica?
Che siccome ( quasi) tutti i contratti di leasing da sempre NON hanno allegato il piano di
ammortamento, sono tutti aggredibili. Questo perchè si privilegiava l’aspetto locatizio anziché
quello finanziario ,sottoposto al Testo Unico bancario .
In termini pratici, significa rifare il piano di rimborso , non al tasso indicato in contratto, ma a
quello legale, molto piu’ basso. Il cliente dovrà pagare meno e riavere le somme pagate in
piu’.Insomma, le rate sono molto piu’ basse. E cade anche la indicizzazione.
Vista la entità delle somme in gioco (pensiamo al leasing immobiliare) è una grande notizia.
Quindi: anche tutti i contratti di leasing (oltre i mutui) che non presentano il piano di
ammortamento trasparente e completo , sono analizzabili, perché corrono il rischio concreto
di essere indeterminati ovvero deve essere rifatto il conteggio degli interessi sulle rate .
Con diritto restitutorio al cliente di somme ingenti.
Pensiamo anche ai casi in cui il cliente è inadempiente secondo la Compagnia di Leasing, mentre può impugnare il contratto e opporre un controcredito.
Siamo realmente sicuri che il cliente dovesse le somme indicate dalla Compagnia?
Per chi volesse approfondire, riassumo il caso trattato: Assenza del piano di ammortamento
quale documento non essenziale a pena di nullità ,ma utile a ricostruire l’andamento del
rapporto qualora il contratto non sia chiaro. La componente finanziaria.
Al solito la prescrizione è di 10 anni dalla chiusura del rapporto (ovviamente possono essere
analizzati anche contratti in corso con controcredito da portare in compensazione).
Quali sono gli effetti pratici ?
Ebbene, proprio ieri ( 26.11) , una cliente bresciana la quale , a fine ottobre, si era veduta
intimare dalla MPS spa la risoluzione per morosità di un leasing costruendo su immobile ;
richiesta di rilascio e richiesta di pagamento dei canoni insoluti per ,circa.80.000 euro, oltre
quelli a scadere e che, ovviamente era disperata , è stata convocata da MPS e, con Suo
enorme stupore, si è veduta riattivare il contratto di leasing , rateizzare il debito ; moratoria
per il rilascio del capannone aziendale di un anno ( per verificare se paga il debito pregresso).
Tutto facendo presente la cassazione 14575/2025 di cui sopra e vantando un contro credito
per errata applicazione dei tassi ( da noi ricalcolato) .
Ha salvato la azienda e posti di lavoro ( nell’immobile si svolge la attività).
Così svolgiamo adeguatamente la ns. professione a tutela dei clienti anche con una funzione
sociale ,che va sempre tenuta presente .
Restiamo a disposizione per ogni chiarimento in spirito di collaborazione.
Info@avvmelonimassimo.com.
Avv.Massimo Meloni



